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13 Luglio 2011

DOLOMITI SUPERBIKE
Di Giorgio Amici



DOLOMITI SUPERBIKE
La "MECCA" dei Biker
Come un buon mussulmano che si rispetti deve visitare la Mecca almeno una volta nella vita cosi anche un amante delle ruote grasse dovrebbe provare almeno una volta la Dolomiti Superbike. La più grande manifestazione di mountainbike d'Italia è giunta quest'anno alla 17° edizione e prevedeva due percorsi marathon, uno di 60 km e 1500 metri di dislivello ed uno di 110 km e 3357 metri di dislivello. La gara ha visto alla partenza circa 4000 partecipanti divisi nelle varie categorie, tra gli elite la vittoria è andata a Urs Uber (Ger) in 4 ore e 25 minuti. Dopo la cronaca nuda e cruda adesso passerò alla descrizione dell'evento diciamo in maniera un pò più soggettiva. Ovviamente il nostro obbiettivo principale era la conclusione della gara, cosa questa che potrebbe far sorridere qualcuno, ma dopo 7 ore in sella ed un dislivello in salita pari a 4 volte Ascoli S. Giacomo state pur certi che la voglia di sorridere passerebbe a chiunque. Tutto ha avuto inizio qualche mese fa quando insieme a Max Lucidi, Roberto Virgulti, Roberto Mari e Mario Comandini, abbiamo deciso di iscriverci a questa fantastica (a detta di chi aveva già partecipato) gara. Dopo l'iscrizione, ardua impresa è stata trovare un alloggio, cosa alquanto difficile,ma dopo molte mail spedite e tanti rifiuti ricevuti finalmente abbiamo trovato un albergo che potesse ospitarci. Il tempo è passato in fretta e tra vari allenamenti più o meno specifici ci siamo ritrovati venerdì 8 luglio a Dobbiaco insieme ai nostri familiari. Il clima goliardico del gruppo ha allentato la tipica tensione pre gara e con la scusa del carico dei carboidrati a cena ci siamo sbafati primo, secondo, terzo etc. etc. Giorno 9 luglio sveglia ore 6, colazione abbondante e alle 7, 30 siamo pronti a partire e tanto perchè dobbiamo fare appena 110 km decidiamo di andare al luogo di partenza, Villabassa, direttamente in bici. Partenza della nostra griglia alle ore 8,15 e ........ meno 5 , 4, 3, 2, 1, si comincia! Subito una salita ripida in asfalto che tutti affrontano a palla di fuoco miete le prime vittime.... Si vedono i partecipanti più svariati, si vede di tutto, front da 10.000 euri, full da 17 chili, zaini pesanti, tutti però con una propria idea ed un obbiettivo in mente... finire...., arrivare, mettersi alla prova. La gara è dura, veramente dura, il tempo per guardarsi intorno è poco, ma ogni volta che sollevo gli occhi lo sguardo è rubato da scenari fantastici, picchi, torri, praterie con mucche al pascolo, boschi di abeti talmente fitti da non lasciar filtrare nemmeno un raggio di sole. Per fortuna i ristori sono parecchi e alleviano la fatica, come quello che ci accoglie al culmine della risalita di una pista da sci sulla croda rossa, un sentiero che in alcuni tratti raggiunge il 27% (fatti a piedi anche dai pro). Discese veloci, single track, guadi risanano il corpo e la mente ma non lasciano troppo scendere i battiti cardiaci. Dopo 70 km il percorso torna verso Dobbiaco e prende la ciclabile verso Cortina, quì comincia la parte dura, un sentiero lungo la val di Landro contro vento in salita che non lascia respiro. Cerco di attaccarmi a qualche treno ma le forze iniziano a scemare, poi la ciliegina sulla torta, l'ultima salita che porta a Prato Piazza è devastante, un susseguirsi di tornanti che mi fanno salire di circa 1000 metri verso l'ultimo gpm, inizio ad avere le prime allucinazioni, ma resisto voglio finirla a tutti i costi!! Molti a questo punto salgono a piedi, qualcuno colto dai crampi sta a bordo pista, la coca cola calda dell'ultimo ristoro sembra champagne e mi da le ultime calorie per svalicare. Dopo l'ennesimo tornante un cartello, 250 METRI AL GPM, quasi non ci credo, significa che è fatta mi aspettano gli ultimi20 km quasi tutti in discesa. Soddisfatto come se fossi il primo a sbarcare sulla luna affronto gli ultimi metri col sorriso sulle labbra, fantastico l'arrivo, due ali di persone che aspettano... chi il fidanzato, il marito o la moglie, il figlio, ma tutti applaudono ognuno che arriva come si fa con un vincitore. Passo sotto lo striscione con la pelle d'oca e orgoglioso di me stesso stoppo il cronometro del contachilometri. Incontro poco dopo Max, che purtroppo a causa della febbre che lo affliggeva dalla sera prima non ha potuto terminare la gara,e Roberto Mari, che anche lui dopo 70 km soddisfatto della sua prova ha deciso che bastava così. Grande Mario che offre la migliore prestazione del gruppo, Virgulti che se l'è presa comoda arriva dopo un pò ma ugualmente soddisfatto e fiero di se. Dopo tanta "piacevole" fatica torniamo in albergo e," per la gioia di mogli e fidanzate", passiamo la serata a commentare l'evento. La domenica mattina sveglia, prepariamo i bagagli, e si ritorna a casa. Che dire, spero . . . . . . . . . . .con questo" breve" riassunto di aver descritto almeno un pò la dolomiti Superbike. . . . . . .un' esperienza da provare almeno una volta.


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